Marcia indietro del governo Monti: modificato il provvedimento sul fotovoltaico su terreni agricoli  

Marcia indietro del governo Monti: modificato il provvedimento sul fotovoltaico su terreni agricoli

 

25.01.2012: Il governo Monti ha fatto una parziale marcia indietro sulla concellazione degli incentivi per impianti fotovoltaici installati su terreni agricoli introducendo a sorpresa una modifica nel testo del provvedimento, tesa evidentemente a scongiurare il rischio di un secondo effetto «Salva-Alcoa». Il decreto sulle liberalizzazioni, pubblicato in Gazzetta Ufficiale nella notte tra il 24 e il 25 gennaio, contiene infatti una versione del provvedimento modificata rispetto alla versione dell’articolo del decreto diffusa dal Sole 24 Ore durante lo scorso fine settimana. Con l’aggiunta di una riga alla fine del comma 2 dell’articolo 65 del decreto, sono stati ripristinati per un anno i commi 4 e 5 dell’articolo 10 del decreto rinnovabili dello scorso 3 marzo 2011 che impongono una serie di limitazioni all’installazione di impianti su terreni agricoli e che la precedente versione del provvedimento aveva abolito. Il comma 4 dell’articolo 10 prevede l’accesso agli incentivi per gli impianti su terreni agricoli di potenza inferiore a 1 megawatt e, nel caso di terreni appartenenti allo stesso proprietario, per impianti che siano distanti l’uno dall’altro almeno 2 chilometri. Lo stesso comma prevede, inoltre, che la porzione di terreno destinata alla realizzazione del progetto non sia superiore al 10 per cento della superficie del terreno agricolo nella disponibilità del proponente. Il comma 5 dell’articolo 10 prevede, infine, che i limiti imposti dal comma 4 non siano applicati a terreni agricoli abbandonati da almeno 5 anni. La data di entrata in vigore del nuovo provvedimento è il 24 gennaio 2011, a partire dalla quale sarà possibile completare gli impianti su terreni agricoli che abbiano ottenuto l’autorizzazione o abbiano avviato il processo autorizzativo prima della data di entrata in vigore del nuovo provvedimento, purché rispettino i suddetti limiti imposti dal decreto rinnovabili del 3 marzo 2011. Senza tali limitazioni, secondo un calcolo realizzato da PHOTON, gli impianti di grandi dimensioni esclusi dal solo registro grandi impianti per il primo semestre del 2012 esclusivamente perchè hanno superato i limiti di costo, e che sono quindi tutti in possesso delle relative autorizzazioni, per una potenza complessiva di almeno 5 gigawatt, avrebbero potuto approfittare della proroga di un anno e avere accesso agli incentivi del Quarto Conto Energia per il 2013, privi di un qualsiasi tetto, e causare un nuovo boom di installazioni, per certi versi simile a quello verificatosi per gli impianti del decreto cosiddetto «Salva Alcoa». …    

 

Data: 26/01/2012

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